ERNIE, PROTRUSIONI E DISCOPATIE

ERNIE, PROTRUSIONI E DISCOPATIE

Una famosa pubblicità recitava “un diamante è per sempre”, un’ernia NO!!!

Perché vi diciamo questo? Perché capita spesso che alcuni pazienti si presentino dicendo: “ho mal di schiena, non so se si potrà far qualcosa perché ho un’ernia” e quando noi chiediamo quando è stata diagnosticata ci viene risposto magari “6 anni fa” e noi pensiamo “quell’ernia non c’è più e probabilmente nel frattempo ne ha avute altre che se ne sono già andate pure quelle e non se ne è nemmeno accorto”
Le ernie discali sono spesso asintomatiche, molti soggetti le hanno eppure non lamentano dolore.
Secondo le più recenti revisioni sistematiche della letteratura scientifica, nei soggetti privi di mal di schiena, il 37% dei 20enni presenta degenerazioni discali (discopatie, protrusioni, ernie, bulging,..), l’80% dei 50enni e il 97% degli 80enni. Ricordate, nessuno di loro ha mal di schiena!
Cosa significa questo? Che le ernie e in più generale tutte le discopatie non sono necessariamente associate a mal di schiena.
Ma cos’è un ernia? O meglio cos’è un’ernia del disco intervertebrale (da non confondere con ernie inguinali, ombelicali, epigastriche, ecc…)?
L’ernia fa parte di quelle che vengono chiamate discopatie, cioè sofferenze del disco, insieme a protrusioni, bulging, disidratazioni, ecc….
I dischi intervertebrali sono composti da un nucleo polposo centrale fatto di una sostanza gelatinosa composta perlopiù di acqua e da un anulus fibroso esterno che contiene il nucleo, se sottoposti a forze meccaniche non idonee o se il loro meccanismo di idratazione viene compromesso, possono disidratarsi, deformarsi in alcuni punti e debordare creando una protrusione, debordare su tutto il perimetro e creare un bulging e, quando l’anulus si rompe per l’eccessiva deformazione, può fuoriuscire parte del materiale del nucleo e creare così un’ernia.
Tutte queste problematiche danno sintomi principalmente quando il materiale del disco deformato va a contattare la radice di un nervo spinale, che si diparte lateralmente al midollo o alla cauda equina, oppure quando viene compresso eccessivamente il sacco durale, cioè la meninge più esterna che riveste l’interno di tutto il canale vertebrale.
In questi casi il sintomo più caratterizzante non è il mal di schiena ma l’irradiazione periferica.
Cosa vuol dire irradiazione periferica? Vuol dire che il paziente presenta dolore, formicolio, sensibilità alterata, riflessi alterati e\o riduzione della forza muscolare nelle zone innervate dal nervo colpito.
Il mal di schiena strutturalmente è più facile che sia scatenato, per esempio, da un’irritazione delle faccette articolari vertebrali, da edema del corpo vertebrale o da contratture muscolari.
Il semplice mal di schiena, indipendentemente dalla sua intensità non va imputato alle discopatie, farlo si tratta di un errore clinico importante.
Dati raccolti sui pazienti di tutto il mondo ci dicono che il mal di schiena cronico è da imputare principalmente a cattivi stili di vita (sedentarietà, lavoro, alimentazione, ecc…), fattori psicologici come la kinesiofobia (paura del movimento) che, spesso, si instaura in una persona che ha avuto episodi acuti di mal di schiena e tende a diventare sedentario e rigido nel muoversi per paura, conscia o inconscia, di sentire di nuovo dolore, e fattori psicosociali come stress, depressione, ecc…
Va ricordato inoltre che un’ernia discale si disidrata e, di conseguenza, sparisce nell’arco di 6/12 mesi per cui, al giorno d’oggi, si ricorre alla chirurgia solo quando un’ernia sta provocando una perdita di forza e sensibilità importanti, che rischiano di essere irreversibili o quando il dolore è troppo invalidante e si protrae oltre le due settimane senza variazioni sensibili di intensità.
Nella maggior parte dei casi un’ernia sintomatica in fase acuta, se ben gestita sia a livello fisioterapico e osteopatico che a livello farmacologico, produce un dolore che diminuisce di intensità in maniera importante nell’arco di 15/20 giorni, con una regressione quasi totale del dolore in circa due mesi.
Per cui non vi preoccupate, le ernie e le patologie discali non sono una sentenza definitiva e sono facilmente gestibili se si sa come farlo.

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